Caldo Fuori Stagione: in Sardegna Temperature fino a 10°C sopra le medie

10 Aprile 2017 – Dall’unica vera ondata di freddo invernale della Sardegna che si è conclusa a metà gennaio, le temperature in tutta la Sardegna sono ben sopra oltre le medie stagionali.

Mare in Sardegna nel mese di Aprile
Mare in Sardegna ad Aprile

Questo caldo fuori stagione si è confermato anche anche in questo inizio di Aprile. Nei giorni scorsi si sono registrati valori di circa 5 – 10 gradi centigradi piu’ alti rispetto alle temperature normali che, in questo periodo, dovrebbero oscillare, durante il giorno, tra i 12 / 13°C in montagna e 18°C / 19°C delle localita’ costieri e pianeggianti.

I dati pubblicati ieri, 9 Aprile 2017, dal Servizio Arpas della Sardegna hanno registrato come citta’ più calda Ozieri, con 25,7°C, seguita da Ottana, con 25,4°C. Meritevoli di segnalazione anche i:

  • 25°C di Dorgali e Chiaramonti,
  • 24,9°C di Orani,
  • 24,6°C di Olmedo,
  • 24,5°C di Sanluri e Usini,
  • 24,4°C di Oristano, i 24,3°C di Sorso e Nuraminis,
  • 23,9°C di Ballao, Uta e Senorbì,
  • 23,8°C di Vallermosa e Sedilo,
  • 23,7°C di Nuoro, Santadi e Villasor,
  • 23,4°C di Oliena e Carbonia.

Questa situazione di caldo oltre le temperature stagionali si manterrà invariata almeno fino a metà della prossima settimana per via di un campo di alta pressione su tutto il Mediterraneo che terrà lontane le perturbazioni.

A Villacidro Nasce la Stazione di servizio Metano Elettrica

Il gruppo Isa investe 3 milioni di euro a Villacidro per la prima stazione di servizio Metano – Elettrica in Sardegna

Cagliari 9 Aprile 2017 – Il Gruppo Isa ha deciso di puntare sul servizio metano elettrico. Infatti investirà 3 milioni di euro per la realizzazione della prima stazione di servizio Merano – Elettrica.

I lavori per questa stazione, che sorgerà a Villacidro in Sardegna, partiranno il 18 aprile 2017 quando verrà aperto il cantiere.

Questa area di servizio polifunzionale metano-elettrica sarà la prima della Sardegna e la prima a livello nazionale sull’applicazione della nuova direttiva europea Dafi, che punta a sviluppare la mobilità con combustibili alternativi come il metano e il gpl.

All’interno di questa moderna stazione di servizio, che sorgerà sulla strada provinciale 61 che collega San Gavino con Villacidro, all’altezza del Consorzio industriale saranno installate colonnine a Gnc (gas metano compresso per auto e autocarri), un dispenser a Gnl (gas naturale liquido) per truck e bus privati e pubblici, alcune postazioni per le auto elettriche oltre alle tradizionali pompe di benzina e gasolio.

L’iniziativa è del gruppo Isa di Villacidro, che sta investendo tre milioni di euro, mentre la progettazione è affidata al gruppo Comit, che ha previsto “l’installazione di cisterne criogeniche da 60 metri cubi di metano che potrebbero alimentare 220 autocarri e circa 500 automobili”.

“Oltre ad adeguare il parco mezzi, il gruppo Isa intende realizzare attorno alla stazione di servizio anche un complesso ricettivo e turistico (albergo-ristoprante) tutto alimentato a metano”.

Il termine dei lavori per completare la stazione è previsto tra sei mesi, intorno a metà  Ottobre 2017.

Il Gruppo Isa ipotezzi l’apertura di una prossima stazione anche in località Alghero.

Nel frattempo l’associazione Gnl Sardegna ha presentato il progetto “Blue Vector” che prevede la sostituzione, sia per l’industria che per i trasporti, degli attuali combustibili petroliferi con il Gnl. L’idea di “Blue Vector” è quella di spingere affinché vengano realizzate altre quattro stazioni di rifornimento a metano, oltre a quella di Villacidro,  anche a Olbia, Nuoro, Oristano e Cagliari.

Fonte: Ansa

Orosei e le sue spiagge e oasi naturalistiche

Sardegna, Golfo di Orosei
Sardegna, Golfo di Orosei

Orosei, pittoresco paese agricolo e balneare di circa 5000 abitanti, situato nel golfo cui dà il nome è caratterizzato da attrattive turistiche e naturalistiche tra cui le seguenti oasi naturalistiche e bellissime spiagge:

  • Marina di Orosei,
  • Osalla,
  • Cala Liberotto,
  • Cala Ginepro,
  • Sa Curcuricca e l’oasi di Bidderosa, incredibile esempio di macchia mediterranea secolare,
  • su Barone con quasi 6 Km di litorale protetti da una pineta dispensatrice di ombra e fragranze uniche,
  • Cala Luna, con le sue grotte, un tempo rifugio di pirati,
  • la grotta del Bue Marino ospitante la foca monaca,
  • Cala Sisine e Cala Mariolu.

Inoltre vi sono alcuni stagni popolati da un’avi-fauna palustre di gabbiani, aironi cenerini, folaghe, cormorani, falchi pescatori, germani reali e splendidi fenicotteri rosa.

Un po di storia su Orosei

Orosei, porto strategico del passato, ebbe nei secoli passati rapporti commerciali con i Pisani, come testimonia lo stile delle sue chiese.

Sardegna Golfo di Orosei
Sardegna Golfo di Orosei

Da via Satta si giunge alla chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV-XV secolo) che conserva al suo interno pregevoli affreschi.

In piazza del Popolo la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore i cui festeggiamenti si svolgono intorno al 20 luglio.

La città mantiene nel centro storico il fascino dell’antico che resiste al tempo. La sua storia si conserva ancora oggi tra le viuzze interne, le case rurali, i palazzi signorili, le diverse chiese e santuari come la torre pisana nonchè vecchia prigione e i numerosi resti della civiltà nuragica sparsi nel territorio.

Durante l’anno si può partecipare a diverse manifestazioni folcloristiche e culturali, feste caratteristiche e sagre paesane.

Oliena e Orosei in Provincia di Nuoro

Oliena si trova su un’ampia vallata caratterizzata da intense coltivazioni di uliveti, mandorleti, e vigneti.

Importante centro agricolo pastorale, è famosa per la coltivazione della vite che, già in passato, dava vini pregiati come quello dell’Oliena.

E’ uno dei paesi più tipici del nuorese con una delle varietà più originali di costumi, gioielli e dolci.

Oliena: tipicita’ del nuorese

Particolarmente sentita la processione pasquale de S’Incontru.

Suggestivo e maestoso il parco nazionale del Gennargentu, con i suoi lecci e sughere gigantesche, gli oleandri, i ginepri, i corbezzoli, i tassi secolari.

Oliena, Vestiti Tipici Sardi
Oliena, Vestiti Tipici Sardi

Oliena, esprime molto bene il mondo culturale del territorio nuorese. Conserva ancora nelle sue strette e tortuose strade molte case tradizionali dipinte di calce, con piccole corti, scalette interne, pergolati, le stanze dipinte a colori vivaci, i fumaioli dalle fogge più varie.

Numerosi gli edifici religiosi, tra i quali va ricordata l’ex parrocchiale di Santa Maria, la chiesa di Santa Croce.

Particolarmente famosi il Collegio dei Gesuiti e chiesa di S. Ignazio da Lodola.

Oliena, I riti della Settimana Santa
Oliena, I riti della Settimana Santa

La strada provinciale per Dorgali conduce alla sorgente di Su Gologone che, con una portata di 300 litri d’acqua al secondo, alimenta il fiume Cedrino.

Proseguendo per la valle di Lanaittu, di fronte alla grotta di Sa Oche (la voce), si trovano una tomba di gigante e, poco lontano, i resti del villaggio nuragico di Sa Sedda ‘e Sos Carros. A sud la grotta di Corbeddu, dove sono stati rinvenuti importanti materiali paleontologici.

Orosei

Orosei, situato tra il mare e le falde del monte Tuttavista, al margine della pianura alluvionale creata dalla foce del fiume Cedrino, è circondato da coltivazioni di oliveti e frutteti.

Sardegna Golfo di Orosei
Sardegna Golfo di Orosei

Il territorio è ricco di insediamenti nuragici, e vi sono tracce della presenza romana. Porto strategico per i traffici commerciali con la penisola, l’architettura delle sue chiese testimonia dei rapporti particolarmente stretti con i Pisani.

Il centro di Orosei

Dalla strada statale 125 si entra nella via Satta sulla cui sinistra troviamo la torre di S. Antonio, del XIV sec., e la chiesa di San Antonio Abate, il cui santo si festeggia il 16 gennaio.

Sardegna, Golfo di Orosei
Sardegna, Golfo di Orosei

Intorno alla chiesa, le “cumbessìas”, tipiche costruzioni che ospitavano poveri e pellegrini.

Da S. Antonio si giunge alla piazza del Popolo, in cui sorge la chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore, il cui santo si festeggia dal 23 al 25 luglio.

Tra gli edifici sacri da visitare segnaliamo:

  • il tempio medievale intitolato a S. Gavino, costruito in pietra basaltica,
  • San Sebastiano, situato nel rione più antico del paese.
Il mare di Orosei
Golfo di Orosei, Sardegna
Golfo di Orosei, Sardegna

Uscendo dal paese, dalla strada statale 125 si arriva alla spiaggia Marina di Orosei.

Dalla periferia, andando verso Dorgali, si accede alla bellissima spiaggia di Osalla.

A nord, per la S.S. 125, si va alle spiagge di Fuil ‘e Mare, Sas Linnas Siccas, e ai villaggi di Cala Liberotto e Cala Ginepro.

Nel golfo di Orosei si ammirano i più antichi paesaggi scolpiti nel granito messo a nudo dall’erosione dei millenni che ne ha consumato la parte cristallina e calcarea, sul golfo, nel massiccio del Gennargentu e nel vicino Supramonte.

Da Cala Gonone, piccolo centro di pescatori di origine ponzese, si raggiunge la Grotta del Bue Marino, habitat naturale delle foca monaca.

Da Cala Gonone, in direzione di Orosei, all’altezza del bivio per Galtellì, la chiesa campestre di Su Babbu Mannu, del 1622, e la grotta di Ispinigoli, che si sviluppa per 10 Km.

Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna
Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna

Centri balneari rinomati per le splendide spiagge e il colore azzurro verde del mare cristallino sono:

  • Cala Luna, accanto allo stagno creato dal Rio Codula de Ilune, in una gola di eccezionale interesse paesaggistico,
  • Cala Sisine,
  • Cala Mariolu.

Risalendo la costa verso nord si incontra la spiaggia di Berchidda, Capo Comino, Santa Lucia. Qui spicca la Torre di S. Lucia, del XVII sec., costruita con mattoni e pietra basaltica scura, con l’omonima chiesa e una lussureggiante pineta.

Oliena e Orosei in Provincia di Nuoro

Oliena si trova su un’ampia vallata caratterizzata da intense coltivazioni di uliveti, mandorleti, e vigneti.

Importante centro agricolo pastorale, è famosa per la coltivazione della vite che, già in passato, dava vini pregiati come quello dell’Oliena.

E’ uno dei paesi più tipici del nuorese con una delle varietà più originali di costumi, gioielli e dolci.

Oliena: tipicita’ del nuorese

Particolarmente sentita la processione pasquale de S’Incontru.

Suggestivo e maestoso il parco nazionale del Gennargentu, con i suoi lecci e sughere gigantesche, gli oleandri, i ginepri, i corbezzoli, i tassi secolari.

Oliena, Vestiti Tipici Sardi
Oliena, Vestiti Tipici Sardi

Oliena, esprime molto bene il mondo culturale del territorio nuorese. Conserva ancora nelle sue strette e tortuose strade molte case tradizionali dipinte di calce, con piccole corti, scalette interne, pergolati, le stanze dipinte a colori vivaci, i fumaioli dalle fogge più varie.

Numerosi gli edifici religiosi, tra i quali va ricordata l’ex parrocchiale di Santa Maria, la chiesa di Santa Croce.

Particolarmente famosi il Collegio dei Gesuiti e chiesa di S. Ignazio da Lodola.

Oliena, I riti della Settimana Santa
Oliena, I riti della Settimana Santa

La strada provinciale per Dorgali conduce alla sorgente di Su Gologone che, con una portata di 300 litri d’acqua al secondo, alimenta il fiume Cedrino.

Proseguendo per la valle di Lanaittu, di fronte alla grotta di Sa Oche (la voce), si trovano una tomba di gigante e, poco lontano, i resti del villaggio nuragico di Sa Sedda ‘e Sos Carros. A sud la grotta di Corbeddu, dove sono stati rinvenuti importanti materiali paleontologici.

Orosei

Orosei, situato tra il mare e le falde del monte Tuttavista, al margine della pianura alluvionale creata dalla foce del fiume Cedrino, è circondato da coltivazioni di oliveti e frutteti.

Sardegna Golfo di Orosei
Sardegna Golfo di Orosei

Il territorio è ricco di insediamenti nuragici, e vi sono tracce della presenza romana. Porto strategico per i traffici commerciali con la penisola, l’architettura delle sue chiese testimonia dei rapporti particolarmente stretti con i Pisani.

Il centro di Orosei

Dalla strada statale 125 si entra nella via Satta sulla cui sinistra troviamo la torre di S. Antonio, del XIV sec., e la chiesa di San Antonio Abate, il cui santo si festeggia il 16 gennaio.

Sardegna, Golfo di Orosei
Sardegna, Golfo di Orosei

Intorno alla chiesa, le “cumbessìas”, tipiche costruzioni che ospitavano poveri e pellegrini.

Da S. Antonio si giunge alla piazza del Popolo, in cui sorge la chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore, il cui santo si festeggia dal 23 al 25 luglio.

Tra gli edifici sacri da visitare segnaliamo:

  • il tempio medievale intitolato a S. Gavino, costruito in pietra basaltica,
  • San Sebastiano, situato nel rione più antico del paese.
Il mare di Orosei
Golfo di Orosei, Sardegna
Golfo di Orosei, Sardegna

Uscendo dal paese, dalla strada statale 125 si arriva alla spiaggia Marina di Orosei.

Dalla periferia, andando verso Dorgali, si accede alla bellissima spiaggia di Osalla.

A nord, per la S.S. 125, si va alle spiagge di Fuil ‘e Mare, Sas Linnas Siccas, e ai villaggi di Cala Liberotto e Cala Ginepro.

Nel golfo di Orosei si ammirano i più antichi paesaggi scolpiti nel granito messo a nudo dall’erosione dei millenni che ne ha consumato la parte cristallina e calcarea, sul golfo, nel massiccio del Gennargentu e nel vicino Supramonte.

Da Cala Gonone, piccolo centro di pescatori di origine ponzese, si raggiunge la Grotta del Bue Marino, habitat naturale delle foca monaca.

Da Cala Gonone, in direzione di Orosei, all’altezza del bivio per Galtellì, la chiesa campestre di Su Babbu Mannu, del 1622, e la grotta di Ispinigoli, che si sviluppa per 10 Km.

Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna
Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna

Centri balneari rinomati per le splendide spiagge e il colore azzurro verde del mare cristallino sono:

  • Cala Luna, accanto allo stagno creato dal Rio Codula de Ilune, in una gola di eccezionale interesse paesaggistico,
  • Cala Sisine,
  • Cala Mariolu.

Risalendo la costa verso nord si incontra la spiaggia di Berchidda, Capo Comino, Santa Lucia. Qui spicca la Torre di S. Lucia, del XVII sec., costruita con mattoni e pietra basaltica scura, con l’omonima chiesa e una lussureggiante pineta.

Sorso e Castelsardo

La cittadina di Sorso

Sorso Monumento ai Caduti di Tutte le guerre
Sorso Monumento ai Cadut

Affacciata sul Golfo dell’Asinara, la cittadina di Sorso conserva nella parte più antica, la suddivisione in corti, tipica dei centri storici toscani, e le costruzioni in materiale calcareo/tufaceo.

Situata nell’Anglona, tra la Nurra e il Logudoro, Sorso e il suo territorio recano le tracce di insediamenti umani che risalgono al Neolitico:

  • la necropoli dell’Abbiu, con sei tombe ipogeiche;
  • il recinto megalitico di Monte Cao;
  • il santuario Nuragico di Serra Niedda, sulla strada che da Sorso porta a Castelsardo.
Sorso Chiesa della Vergine D'Itria
Sorso Chiesa della Vergine D’Itria

Documentata anche la presenza romana, si segnala in Località Santa Filitica, presso il Rio Pedras de Fogu, una villa romana del I sec. d.c.

In località Marritza, sulla costa, è stata rinvenuta una nave romana, datata tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec. d.c.

Romangia, da Romandia ovvero curatoria, è il toponimo che ancora indica la zona attorno alla città. Questa, dapprima fu annessa alla corona di Aragona, poi, concessa in feudo, nel 1411, da Re Alfonso d’Aragona alla famiglia Gambella. E’ ancora visibile, nella via Umberto, lo stemma di famiglia, murato nella facciata della cosidetta “ casa di Rosa Gambella”, andata in sposa al Viceré di Sardegna, Ximen Perez Escriva De Romani -. Nel 1689 il Barone Pietro Amat Marchese di San Filippo sposa Donna Vittoria Gambella, legando così le vicende dinastiche delle due famiglie e quelle della Romangia, che passò infine ai Savoia, nel 1718, insieme al resto dell’isola.

Sorso, Sardegna
Sorso, Sardegna

Sorso, centro di produzione agricola (ulivi, vite, frutti, ortaggi), esprime anche nella sua parlata – una miscela di sardo e spagnolo, ricca di influenze pisane – l’importante ruolo avuto negli scambi commerciali con la penisola, e nei contatti con Genova (sec. XI – XIII.).

Tra i suoi monumenti, la Chiesa della Madonna d’Itria (XII sec.), il palazzo baronale, la chiesa di San Pantaleo, la chiesa di Santa Croce (XVI sec.). Fuori dall’abitato, sulla strada che porta alla Marina di Sorso, la chiesa della Madonna “Noli Me Tollere” (non portarmi via ) al suo interno, un simulacro della Madonna rappresentata in una posizione insolita: con le braccia lungo il corpo e il bambino appoggiato sul fianco sinistro. Alla Madonna del Noli Me Tollere è dedicata una piccola cappella, posta tra il paese e il mare, dove secondo la tradizione, è stata trovata la statua della Madonna (si festeggia il 26 maggio). La costa è caratterizzata da spiagge bellissime e il colore del mare varia dall’azzurro profondo al verde smeraldo. Proseguendo lungo la litoranea, dopo le spiagge di Marina di Sorso e Lu Bagnu (così definita da un’antica fonte salutare) si giunge a Castelsardo, che sorge su un promontorio a picco sul mare.

Castelsardo

Castelsardo, Sardegna
Castelsardo, Sardegna

Fondato dai Doria nel 1102 col nome di Castelgenovese, Castelsardo fu conquistato nel 1448 dagli Aragonesi che ne mutarono il nome in Castell’Aragonese, infine, nel 1769, entrò a far parte del Regno di Sardegna, ricevendo la denominazione attuale.

Il centro storico di Castelsardo, sulla rocca, conserva intatto il primitivo fascino con le viuzze ripide e strette, le lunghe scalinate e gli scuri archivolti, sullo sfondo, l’azzurro del mare, intenso. Sulla sommità della rocca, i resti del castello medievale (sec. XII – XIV): la torre, una porta e alcune stanze con pilastro centrale e volte a crociera.

Sardegna, Castelsardo
Sardegna, Castelsardo

Nella via Mazzini, la Casa Comunale in stile gotico; proseguendo il Seminario (1760) con un piccolo campanile a vela; la chiesa del Purgatorio e la cattedrale di San Antonio Abate. Questa, costruita nel cinquecento sull’impianto della chiesa romanica di S. Antonio, che fu priorato benedettino, conserva al suo interno pregevoli statue lignee e un polittico del c.d. Maestro di Castelsardo. Accanto alla cattedrale di San Antonio Abate, il campanile in trachite con cupola maiolicata.

Magnifico il panorama che si scorge dalla chiesa, la quale, proiettata sul mare, “pare stia per salpare”, come dice un poeta italiano che descrive le chiese liguri sul mare. Al centro del paese la chiesa di S. Maria delle Grazie, costruita in epoca medievale e trasformata nel seicento; al suo interno il trecentesco crocifisso del Cristo Nero.

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Castel Sardo in Sardegna
Castelsardo in Sardegna

a qui parte, il lunedì della settimana santa, la processione del Lunissanti, una cerimonia introdotta nel 1200 dai monaci benedettini dell’abbazia di Nostra Signora di Tergu. Ricca di significati simbolici, essa mantiene la grandiosità di un tempo. Dalla chiesa di S. Antonio, infine, si scene al belvedere dei Bastioni Spagnoli, restaurati nel XVIII sec. dai Savoia, lungo le mura, la torre che proteggeva la porta a mare.

Dopo Castelsardo, si giunge a Valledoria, sviluppatasi nel dopoguerra con la creazione del lago di Casteldoria e l’introduzione, nella zona, di colture irrigue. Famosa, sulla strada per Sedini, la Roccia dell’Elefante, in trachite rossastra, nella quale sono scavate alcune domus de janas, sepolture di età prenuragica.

Sulla costa, la foce-stagno del Coghinas, nei pressi la chiesetta di S. Pietro a Mare, e un vasto arenile, circondato da dolci dune rimboschite a pini, eucalipti e palme nane. La spiaggia bianchissima è intervallata da scogliere porfiriche, scolpite dal vento, che si stagliano sul mare profondo.

Orgosolo, i Murales e “Sa Candelaria”

Orgosolo , paese della Sardegna con circa 4500 abitanti, deriva il suo nome dal greco orgàs terreno fertile e ricco d’acque. Piccolo centro della Barbagia che sorge ai piedi del Monte Lisorgoni, a 18 km da Nuoro.

Caratteristiche di Orgosolo: Natura e Murales

Murales per le vie di Orgosolo, Sardegna
Murales per le vie di Orgosolo, Sardegna

Paese caratteristico della zona interna con vie strette e ripide ove sorgono, addossate l’una all’altra, case in granito quasi sempre ad un piano, con piccoli cortili interni. Nelle facciate delle case si possono ammirare i famosi murales che trattano tematiche a sfondo politico sociale esprimendo il malessere, l’isolamento dei paesi dell’interno, la protesta sociale verso la Regione e lo Stato.

Murale ad Orgosolo, Sardegna
Murale ad Orgosolo, Sardegna

I murales sono, insieme alla natura, gli elementi di maggior attrazione per i visitatori.

Orgosolo è circondato da una natura incontaminata, tra le più suggestive dell’isola. Il Supramonte di Orgosolo offre un paesaggio vasto e vario; si passa da boschi secolari di lecci, tassi, aceri, ginepri, roverelle, macchie di eriche, a valloni, rocce, aspri dirupi e vaste praterie. Nelle zone più alte abbonda il timo e il rosmarino. Qui crescono rare specie botaniche quali il ribes sandaliotico, l’aquilegia, il sorbo montano, la ginestra etnense e la splendida peonia selvatica. Tra la fauna si segnalano aquile, l’avvoltoio monaco, grifoni, falchi che nidificano nelle pareti rocciose, qualche esemplare di muflone, gatti selvatici, cinghiali, volpi, martore, donnole e qualche ghiro.

I murales di Orgosolo in Sardegna
I murales di Orgosolo in Sardegna

Il villaggio è citato nella metà del XIV sec. tra le parrocchie della diocesi di Suelli che versavano le decime alla curia romana. Appartenne alla curatoria dei Dore. Inoltre anche i suoi rappresentanti nel 1388 firmarono la pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona. Numerosi gli edifici religiosi: la chiesa parrocchiale di S.Pietro, costruita nel XIV secolo ma che si presenta oggi nei rimaneggiamenti subiti nel XVIII sec. e l’Oratorio di Santa Croce al cui interno è custodito un crocifisso ligneo del 1600.

Sa Vardia: La corsa equestre in occasione della festa della Beata Vergine Assunta

Sa Vardia di Orgosolo - Folklore Sardegna, Festa Beata Vergine Assunta Orgosolo Sardegna
Sa Vardia di Orgosolo – Folklore Sardegna

Particolare attenzione merita la festa della Beata Vergine Assunta, edificata nel 1634 la cui festa dal 13 al 18 agosto attira numerosi turisti per seguire la suggestiva e molto sentita processione notturna in costume e la spericolata corsa equestre detta Sa Vardia. Per l’occasione si aprono le cumbessias che circondano la chiesa della Beata Vergine Assunta, si organizzano balli e canti sardi.

Gastronomia ed Economia nella zona di Orgosolo

Ricca e genuina la gastronomia locale: il pane carasau, su pani modde, il miele, i formaggi, i salumi, gli arrosti, il torrone, gli ottimi dolci quali s’aranzada, i papassini le urillettas ( treccioline di pasta fritte), il vino Vermentino e il Cannonau, il mirto.

L’economia si fonda sulla pastorizia e l’agricoltura (uliveti e vigneti) l’attività di forestazione e, di recente ha assunto importanza crescente il turismo grazie alle bellezze naturali del territorio orgolese compreso Parco del Gennargentu.

Il vestito sardo di Orgosolo
Vestito Sardo di Orgosolo, Sardegna
Vestito Sardo di Orgosolo

Bellissimo il costume locale femminile, in seta e broccato, ricco di ricami ornamentali geometrici a colori vivaci fatto con la seta prodotta ad Orgosolo. C’è, infatti, una famiglia che si dedica ancora alla coltivazione della pianta del gelso e alla lavorazione della seta: il copricapo su lionzu è poi colorato con lo zafferano. Il popolo di Orgosolo è gente fiera e orgogliosa, intelligente, rispettosa dei tesori naturali e spirituali della propria terra, conserva le antiche tradizioni tra cui quella de Sa Candelaria.

Sa Candelaria
Orgosoloso, Sa Candelaria, Sardegna
Orgosoloso, Sa Candelaria

Nella mattina del 31 dicembre, per le strade e le viuzze di orgosolo è un continuo via vai di bambini che di casa in casa chiedono “Sa Candelaria“. Tutti gli usci sono aperti indistintamente per ogni bambino, che riceverà su coccone (il pane preparato appositamente), assieme a frutta, biscotti e una somma di denaro più o meno consistente, a seconda del grado di parentela intercorrente fra chi chiede e la donna che offre la Candelaria.

Fino a mezzogiorno l’allegra richiesta: “A no-l-la dazes sa candelaria?” (ci date la candelaria?) segna piacevolmente la tranquillità mattutina.

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Sa Candelaria, Orgosolo
Sa Candelaria, Orgosolo

alle case si vedono entrare e uscire bambini e bambine a gruppi di due o tre, rossi in viso e ansanti per la fatica di dover trasportare il sacchetto di tela bianca colmo di lecornie, che via via si fa più pesante, e se i più grandi procedono di fretta per riuscire a realizzare il maggior numero di carichi possibili, fa tenerezza vedere i piccini sbandare sotto il peso del sacchetto semipieno, con l’aria smarrita di chi non sa dove sono le “piazze migliori”, dove potranno ricevere più dolci, coccones e soldi. Se prima, quando il paese era meno esteso con un minor numero di abitanti alcuni riuscivano a entrare nella quasi totalità delle case, oggi si riesce a percorrere un numero limitato di rioni, anche se quando il sacchetto è pieno, i bambini provvedono a scaricare il tutto a casa di pomeriggio. La candelaria ha una continuazione nelle ore notturne, quando gruppi più o meno numerosi di giovani e adulti si recano a casa degli sposi che nell’anno morente hanno celebrato il matrimonio. All’ingresso delle abitazioni ogni comitiva intona canti augurali per un buon principio dell’anno e perché la coppia possa avere quanto prima uno o più figli e richiedere anche su coccone per amore del bambino Gesù. Dopo il canto ci si accomoda nel salotto degli sposi che, in cambio degli auguri offrono dolci e liquori. L’andirivieni dei gruppi si protrarrà fino alle prime ore del mattino successivo.

L’origine di questa tradizione si perde nei tempi passati, si sa solamente che nel secolo scorso da parte delle famiglie benestanti (in verità poche) del paese veniva effetuata una distribuzione di coccones, lardo, salsicce, ricotta a tutti quelli che bussavano alle loro porte. La questua si svolgeva la notte perché non ci fosse la possibilità di essere riconosciuti, i questuanti, non solo di Orgosolo, ma anche dei centri vicini, erano ricoperti da berretti e da sas peddes se uomini o da scialli se donne. Circa l’etimologia del nome si può pensare alla metatesi di Kandelaria, feste dell’inizio dell’anno a Roma antica. Il rito del candelario (dono delle calende di gennaio) è documentato nei centri (Gavoi, Olzai) e trova analogia con quelli di su pane e binu a Oliena e de su mortu-mortu a Nuoro per la festa di Ognissanti e collegamenti con le questue di Hallowen nel medesimo periodo. Il 16 e il 17 gennaio si ripete per S. Antonio Abate il culto pagano del fuoco: si gusta il dolce preparato per l’occasione “su pistiddi” a base di pasta sfoglia con semola e miele. Merita certamente una visita la casa natale della martire orgolese Antonia Mesina che riposa nella cripta della chiesa del SS. Salvatore. La festa in suo onore si celebra il 17 maggio, giorno del suo martirio, nelle campagne fuori dal paese. La prima domenica di giugno si festeggiano Sant’Egidio e Sant’Anania nella chiesa campestre (XVI /XVIII sec.), che sorge nel luogo ove i due santi furono martirizzati.

Gonnesa nel Sud della Sardegna

Gonnesa, paese di circa 5000 abitanti, si raggiunge facilmente percorrendo la S.S. 126 poco dopo Iglesias.

Stazione di Gonnesa, Sardegna
Stazione di Gonnesa, Sardegna

Adagiata ai piedi del “Monte Lisau”, Gonnesa si protende verso il mare con una spiaggia incontaminata orlata da dune e da una tipica vegetazione.Fu fondato nel 1774 dal visconte Gavino Asquer in funzione della trasformazione agraria in centro minerario. Infatti il suo territorio, ricco di carbone, piombo e zinco è sempre stato sottoposto ad una intensa attività estrattiva.

Oggi tutti gli insediamenti estrattivi sono stati chiusi e trasformati in oasi silenziose di verde, dove è piacevole effettuare escursioni e picnic.

I principali siti da visitare sono:

  • Seddas Moddizzis,
  • Terras Collu,
  • Monte Onixeddu,
  • Monte Scorra,
  • il villaggio minerario di Normann sul costone del monte S. Giovanni.
Per le vie di Gonnesa, Sardegna
Per le vie di Gonnesa, Sardegna

Nella miniera di San Giovanni è stata scoperta la piccola grotta carsica di Santa Barbara dalle pareti e dalle volte coperte di cristalli di barite, forse di età paleozoica.

Il territorio di Gonnesa ha origine millenaria dimostrata dai numerosi insediamenti (Fenici, Punici e Romani) dislocati soprattutto nella costa. Il più importante è il villaggio nuragico di Seruci, composto di 100 capanne, raccolte attorno ai ruderi di un grande nuraghe. Non molto lontano si trovano i resti delle “Tombe dei Giganti” antiche zone dove si celebravano i riti funerari, le Domus de Janas (casa delle fate) in zona di Murru Moi-Serra Maverru e altri resti nuragici.

Gonnesa e le sue feste

All’interno del paese troviamo la Chiesa di San Andrea risalente al 1200, il cui patrono viene festeggiato a novembre; essa al suo interno custodisce un organo liturgico di grande pregio dotato di 584 canne, che accompagna con il suo melodico suono le più importanti cerimonie sacre. Una festa religiosa molto sentita è quella dedicata alla Madonna di Tratalias, che si svolge a Maggio con gruppi folk che sfilano al seguito di una “tracca”, carro addobbato e trainato da buoi che porta la Madonna.

Sempre a maggio, con una manifestazione denominata “Moti Gonnesini del 1906“, vengono rievocati, in costumi d’epoca gli avvenimenti di quell’anno.

Il territorio di Gonnesa
Porto Pagia, Gonnesa
Porto Pagia, Gonnesa

I dintorni di Gonnesa sono contornati da bellissime spiagge: la prima Fontanamare, posta sulla strada per Nebida, presenta residui di un antico insediamento minerario; la seconda Plage Mesu (Spiaggia di Mezzo) che sta al centro del litorale (Golfo del Leone) grazie al suo vasto arenile e per la facilità d’accesso è frequentata tutto l’anno; la terza, verso Funtanamare a sud dopo le dune de Is Arenas vi è Porto Paglia dove si trova l’antico villaggio della tonnara realizzato nella seconda metà del ‘700. Oggi è stato trasformato in villaggio turistico dove si possono visitare le caratteristiche case dei Tonnarotti e lo stabile denominato “Su Proci”.

Sempre in zona troviamo una zona umida protetta: la palude di Sa Masa, dove nidificano varie specie di volatili quali folaghe, moriglioni, gallinelle d’acqua, germani reali e il pollo sultano. Fra le associazioni della canna palustre, dei giunchi e delle tife si possono ammirare il papavero giallo, il cocomero asinino e varietà di orchidee e rose selvatiche.

Nuoro: Un Viaggio All’interno della Barbagia

Nuoro sorge su un altopiano alle falde del monte Ortobene, circondata da montagne granitiche.

Centro Storico di Nuoro Sardegna
Centro Storico di Nuoro, Sardegna

Appartenuta al Giudicato di Torres, fu ceduta nel 1326 a quello di Arborea e data in feudo, dopo il 1478, alla famiglia Carroz; passò, nel 1496, alla diocesi di Ottana. Nel 1779, divenne sede della diocesi di Galtellì e ricevette, nel 1836, il titolo di città; dal 1848 al 1859 fu sede amministrativa del Regno di Sardegna.

Artisti e scrittori di Nuoro
Grazia Deledda Nuoro, Sardegna
Grazia Deledda, Nuoro, Sardegna

A Nuoro nacquero tantissimi artisti, scrittori e personaggi famosi. Tra questi:

  1. il poeta Sebastiano Satta (1867),
  2. la scrittrice Grazia Deledda (1871), premio Nobel per la letteratura nel 1926,
  3. lo scultore Francesco Ciusa, vincitore del premio internazionale per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1907,
  4. il giurista e scrittore Salvatore Satta (1902).

Per il centro di Nuoro

La Piazza di Nuoro, Sardegna

L’abitato è attraversato dal Corso Garibaldi, l’antica Bia Majore, e dalla via La Marmora, tra esse la piazza delle Grazie e il Santuario Madonna delle Grazie. Poco distante, a destra, sulla via omonima, la vecchia chiesa delle Grazie. Dal Corso Garibaldi, si giunge alla piazza Sebastiano Satta, progettata, nel 1967, dallo scultore di Orani, Costantino Nivola. Dalla via Roma si passa alla via Grazia Deledda, al n. 28, la casa natale della scrittrice ospita il Museo Deleddiano. Per la via Aspromonte si accede in piazza Asproni, sede della biblioteca Sebastiano Satta. Poco distante, la piazza S. Maria della Neve, con i palazzi della Curia Vescovile e del Seminario, e la Cattedrale di S. Maria della Neve.

A sinistra della piazza, la via Antonio Mereu conduce al Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, sede dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, ente regionale per lo studio e la documentazione delle tradizioni socioculturali sarde e della loro evoluzione.

Uscendo infine da Nuoro per viale Ciusa, si può visitare la chiesetta della Solitudine, dei primi anni 50, che sorge su una chiesa seicentesca, dove, dal 1959, riposa Grazia Deledda.

Dalla chiesetta della Solitudine una strada panoramica conduce al Monte Ortobene, con la sua cima Cuccuru Nigheddu di 955 metri.

La Festa del Redentore di Nuoro

Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna
Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna

Ogni anno, ad agosto, si svolge la sagra del Redentore, importante manifestazione religiosa e civile, in cui è possibile ammirare gli splendidi costumi, provenienti da tutta l’isola, gustare i dolci e le specialità della cucina locale, assistere a canti e balli tipici.

La tradizione risale al 1901, anno in cui venne inaugurata la Statua del Redentore, opera bronzea dello scultore calabrese Vincenzo Jerace.

Vastissimo è il panorama che si scorge dal roccione sormontato dalla statua del Redentore: a nord l’altopiano di Bitti e l’abitato di Orune, a nord est il monte Albo, a est la Baronia di Orosei e il territorio di Dorgali, a sud il Supramonte di Oliena e il Gennargentu, ad ovest la città di Nuoro e il monte di Gonare.

Nuoro: Un Viaggio All’interno della Barbagia

Nuoro sorge su un altopiano alle falde del monte Ortobene, circondata da montagne granitiche.

Centro Storico di Nuoro Sardegna
Centro Storico di Nuoro, Sardegna

Appartenuta al Giudicato di Torres, fu ceduta nel 1326 a quello di Arborea e data in feudo, dopo il 1478, alla famiglia Carroz; passò, nel 1496, alla diocesi di Ottana. Nel 1779, divenne sede della diocesi di Galtellì e ricevette, nel 1836, il titolo di città; dal 1848 al 1859 fu sede amministrativa del Regno di Sardegna.

Artisti e scrittori di Nuoro
Grazia Deledda Nuoro, Sardegna
Grazia Deledda, Nuoro, Sardegna

A Nuoro nacquero tantissimi artisti, scrittori e personaggi famosi. Tra questi:

  1. il poeta Sebastiano Satta (1867),
  2. la scrittrice Grazia Deledda (1871), premio Nobel per la letteratura nel 1926,
  3. lo scultore Francesco Ciusa, vincitore del premio internazionale per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1907,
  4. il giurista e scrittore Salvatore Satta (1902).

Per il centro di Nuoro

La Piazza di Nuoro, Sardegna

L’abitato è attraversato dal Corso Garibaldi, l’antica Bia Majore, e dalla via La Marmora, tra esse la piazza delle Grazie e il Santuario Madonna delle Grazie. Poco distante, a destra, sulla via omonima, la vecchia chiesa delle Grazie. Dal Corso Garibaldi, si giunge alla piazza Sebastiano Satta, progettata, nel 1967, dallo scultore di Orani, Costantino Nivola. Dalla via Roma si passa alla via Grazia Deledda, al n. 28, la casa natale della scrittrice ospita il Museo Deleddiano. Per la via Aspromonte si accede in piazza Asproni, sede della biblioteca Sebastiano Satta. Poco distante, la piazza S. Maria della Neve, con i palazzi della Curia Vescovile e del Seminario, e la Cattedrale di S. Maria della Neve.

A sinistra della piazza, la via Antonio Mereu conduce al Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, sede dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, ente regionale per lo studio e la documentazione delle tradizioni socioculturali sarde e della loro evoluzione.

Uscendo infine da Nuoro per viale Ciusa, si può visitare la chiesetta della Solitudine, dei primi anni 50, che sorge su una chiesa seicentesca, dove, dal 1959, riposa Grazia Deledda.

Dalla chiesetta della Solitudine una strada panoramica conduce al Monte Ortobene, con la sua cima Cuccuru Nigheddu di 955 metri.

La Festa del Redentore di Nuoro

Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna
Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna

Ogni anno, ad agosto, si svolge la sagra del Redentore, importante manifestazione religiosa e civile, in cui è possibile ammirare gli splendidi costumi, provenienti da tutta l’isola, gustare i dolci e le specialità della cucina locale, assistere a canti e balli tipici.

La tradizione risale al 1901, anno in cui venne inaugurata la Statua del Redentore, opera bronzea dello scultore calabrese Vincenzo Jerace.

Vastissimo è il panorama che si scorge dal roccione sormontato dalla statua del Redentore: a nord l’altopiano di Bitti e l’abitato di Orune, a nord est il monte Albo, a est la Baronia di Orosei e il territorio di Dorgali, a sud il Supramonte di Oliena e il Gennargentu, ad ovest la città di Nuoro e il monte di Gonare.