Chiude la Città del Sole, il famoso negozio per giocattoli di Cagliari che tutti conoscono

Cagliari, 19 Aprile 2017 – Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari. Addio allo storico negozio di giocattoli di Via Oristano, conosciuto da generazioni di bambini e genitori che lì hanno sorriso davanti a tantissimi tipi di giocattoli. Chiude all’improvviso, con tanta incredulità e tristezza. Purtroppo una brutta notizia per Cagliari.

La crisi commerciale

La lunga crisi che sta colpendo il comparto del commercio al dettaglio, sta portando alla chiusura di tantissimi negozi.  Tantissime imprese stanno cercando di trasformarsi ma non sempre è un compito facile semplice. Non tutti possono o ci riescono e per chi non riesce lascia esposto sulla saracinesca abbassata il cartello «vendesi, o chiuso per cessata affittasi». Oggi fare il negoziante sembra avere perso fascino ma soprattutto convenienza economica. La crisi purtroppo non lascia scampo. E purtroppo anche un famosissimo negozio di Cagliari, uno dei punti di riferimento per i giocattoli in città, abbassa le saracinesche dopo ben 28 anni di attività. Tra l’incredulità e la tristezza delle dipendenti e di tutti, pensiamo, i clienti. E non solo.

La dichiarazione che le tre dipendenti della città del sole hanno rilasciato su facebook

Di seguito riportiamo fedelmente la dichiarazione che le tre dipendenti, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, hanno rilasciato su facebook

<<Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari.
Siamo stati un punto di riferimento a Cagliari per tanti bambini, tante famiglie, tanti appassionati dei giochi di qualità. Tantissimi che venendo a trovarci hanno pensato che giocare fosse “una cosa seria”, un momento fondamentale nella crescita di un bambino e nella vita di un adulto. E che anche la scelta di un gioco si dovesse fare con l’aiuto di professionisti, di persone che hanno dedicato la vita all’approfondimento e allo studio di oggetti di grande valore educativo e formativo. Abbiamo fatto giocare due generazioni.

Ai tantissimi che acquistando alla Città del Sole in questi 28 anni hanno creduto in questi valori e nella competenza di chi li trasmetteva, dedico queste parole come un immenso ringraziamento. Il rapporto che lega un cliente ad un marchio è anche fatto di emozioni, di esperienze coinvolgenti legate a momenti importanti della vita. Quando finisce, è un dovere per chi l’ha vissuto salutare e dire grazie. E magari anche “scusateci”, se qualche volta non siamo stati all’altezza.

Non solo. Sento anche il dovere di raccontare perché e come siamo arrivati a questo epilogo triste. Senza segreti, senza nascondersi o vergognarsi. Un dovere verso chi per tanto tempo ha amato la Città del Sole ed è bello che sappia anche come un’avventura finisce. Un marchio ha anche il dovere di spiegare, ringraziare e salutare quando le cose non vanno più bene: è una parte importante nella moralità del commercio, come di tutte le cose.

Lo facciamo noi, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, dipendenti del negozio di Cagliari, perché sembra che la casa madre, il Gruppo Città del Sole nazionale, incredibilmente non senta questa esigenza e non voglia manifestare questo rispetto per i suoi clienti affezionati da tanti anni. Rispetto che a noi sembra irrinunciabile.
Attendevamo ieri la visita di un responsabile della catena per discutere dell’andamento del negozio, della crisi delle vendite perdurante, dei modi per affrontare il momento difficile. Tutte cose diventate purtroppo familiari a chi vive nel mondo del commercio, soprattutto in una città come Cagliari: non molto popolosa, non certo ricca, incastonata in un territorio che sembra in decadenza costante e inarrestabile.

Riceviamo invece la visita dell’intero board di comando dell’azienda, che dopo averci consegnato le lettere di rito ha semplicemente abbassato le serrande nel bel mezzo della giornata lavorativa, con clienti che avrebbero voluto entrare e poi cercavano di capire da dietro le serrande cosa mai fosse successo.

Questa situazione è ormai divenuta non più sostenibile e ci vediamo pertanto costretti ad adottare la soluzione più drastica consistente nella chiusura del negozio. Nel ringraziarLa per la collaborazione da Lei prestata all’azienda in questi anni, Le rinnoviamo i migliori saluti.”

Fine.

Pochi minuti per raccattare gli effetti personali lasciati in negozio (qualcosa dimenticata per la fretta e l’emozione), incredulità, lacrime, sconcerto.

Bastano queste poche righe di una lettera a rendere onore e giustizia ad un rapporto trentennale di collaborazione, di condivisione di valori, obiettivi e pratica quotidiana? Basta un semplice foglio volante affisso alla serranda con la scritta “chiuso per inventario straordinario” come spiegazione e saluto ai tanti clienti altrettanto trentennali della Città del Sole di Cagliari?

È in armonia questo colpo di mano della durata complessiva di pochi minuti con l’immagine che la Città del Sole ha sempre voluto dare di sé e della sua strategia aziendale? Equa e solidale nella scelta dei produttori, ecologica, eco-compatibile… e poi capace di chiudere un negozio storico senza mostrare la minima comprensione e interesse per il significato di questo gesto per la vita dei suoi dipendenti? Senza credere di dover provare tutte le strade prima di arrivare all’ultimo bivio? Senza sentirsi in dovere di preparare per tempo i propri dipendenti alla peggiore delle eventualità, perché anche loro possano avere il tempo di pensare a come riprogettarsi, a come affrontare un futuro incerto e minaccioso?

Ognuno dia la sua risposta. Ognuno che conosce la Città del Sole e la sua storia da quando è nata nel lontano 1972 per mano di Carlo Basso, dica la sua. Dica se questa procedura è coerente con la costruzione di una “brand reputation” moderna e consapevole – che non si costruisce con il mero rispetto delle procedure di legge.
Se invece che per un piccolo negozio del Centro di Cagliari, la stessa cosa, negli stessi identici modi, fosse successa per una fabbrica o una grande azienda con centinaia di dipendenti, tutto il Paese griderebbe allo scandalo ed esprimerebbe sdegno. Non si chiude un’azienda letteralmente in un’ora, senza che i dipendenti vengano informati con largo anticipo sulla possibilità che lo stato di crisi dell’azienda possa portare alla più drastica delle decisioni. Senza aver sperimentato prima altre soluzioni, anche insieme ai dipendenti consapevoli della situazione, consapevoli che certo la chiusura rientra fra le eventualità del commercio e della vita, ma che c’è un managament all’altezza che vuole provarle tutte prima di abbassare la serranda per sempre.

Questo è successo. Ancora adesso, il giorno dopo, tutto ha le sembianze di un film.

Ancora grazie a tutti voi. Sentiremo la vostra mancanza.>>

Chiude la Città del Sole, il famoso negozio per giocattoli di Cagliari che tutti conoscono

Cagliari, 19 Aprile 2017 – Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari. Addio allo storico negozio di giocattoli di Via Oristano, conosciuto da generazioni di bambini e genitori che lì hanno sorriso davanti a tantissimi tipi di giocattoli. Chiude all’improvviso, con tanta incredulità e tristezza. Purtroppo una brutta notizia per Cagliari.

La crisi commerciale

La lunga crisi che sta colpendo il comparto del commercio al dettaglio, sta portando alla chiusura di tantissimi negozi.  Tantissime imprese stanno cercando di trasformarsi ma non sempre è un compito facile semplice. Non tutti possono o ci riescono e per chi non riesce lascia esposto sulla saracinesca abbassata il cartello «vendesi, o chiuso per cessata affittasi». Oggi fare il negoziante sembra avere perso fascino ma soprattutto convenienza economica. La crisi purtroppo non lascia scampo. E purtroppo anche un famosissimo negozio di Cagliari, uno dei punti di riferimento per i giocattoli in città, abbassa le saracinesche dopo ben 28 anni di attività. Tra l’incredulità e la tristezza delle dipendenti e di tutti, pensiamo, i clienti. E non solo.

La dichiarazione che le tre dipendenti della città del sole hanno rilasciato su facebook

Di seguito riportiamo fedelmente la dichiarazione che le tre dipendenti, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, hanno rilasciato su facebook

<<Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari.
Siamo stati un punto di riferimento a Cagliari per tanti bambini, tante famiglie, tanti appassionati dei giochi di qualità. Tantissimi che venendo a trovarci hanno pensato che giocare fosse “una cosa seria”, un momento fondamentale nella crescita di un bambino e nella vita di un adulto. E che anche la scelta di un gioco si dovesse fare con l’aiuto di professionisti, di persone che hanno dedicato la vita all’approfondimento e allo studio di oggetti di grande valore educativo e formativo. Abbiamo fatto giocare due generazioni.

Ai tantissimi che acquistando alla Città del Sole in questi 28 anni hanno creduto in questi valori e nella competenza di chi li trasmetteva, dedico queste parole come un immenso ringraziamento. Il rapporto che lega un cliente ad un marchio è anche fatto di emozioni, di esperienze coinvolgenti legate a momenti importanti della vita. Quando finisce, è un dovere per chi l’ha vissuto salutare e dire grazie. E magari anche “scusateci”, se qualche volta non siamo stati all’altezza.

Non solo. Sento anche il dovere di raccontare perché e come siamo arrivati a questo epilogo triste. Senza segreti, senza nascondersi o vergognarsi. Un dovere verso chi per tanto tempo ha amato la Città del Sole ed è bello che sappia anche come un’avventura finisce. Un marchio ha anche il dovere di spiegare, ringraziare e salutare quando le cose non vanno più bene: è una parte importante nella moralità del commercio, come di tutte le cose.

Lo facciamo noi, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, dipendenti del negozio di Cagliari, perché sembra che la casa madre, il Gruppo Città del Sole nazionale, incredibilmente non senta questa esigenza e non voglia manifestare questo rispetto per i suoi clienti affezionati da tanti anni. Rispetto che a noi sembra irrinunciabile.
Attendevamo ieri la visita di un responsabile della catena per discutere dell’andamento del negozio, della crisi delle vendite perdurante, dei modi per affrontare il momento difficile. Tutte cose diventate purtroppo familiari a chi vive nel mondo del commercio, soprattutto in una città come Cagliari: non molto popolosa, non certo ricca, incastonata in un territorio che sembra in decadenza costante e inarrestabile.

Riceviamo invece la visita dell’intero board di comando dell’azienda, che dopo averci consegnato le lettere di rito ha semplicemente abbassato le serrande nel bel mezzo della giornata lavorativa, con clienti che avrebbero voluto entrare e poi cercavano di capire da dietro le serrande cosa mai fosse successo.

Questa situazione è ormai divenuta non più sostenibile e ci vediamo pertanto costretti ad adottare la soluzione più drastica consistente nella chiusura del negozio. Nel ringraziarLa per la collaborazione da Lei prestata all’azienda in questi anni, Le rinnoviamo i migliori saluti.”

Fine.

Pochi minuti per raccattare gli effetti personali lasciati in negozio (qualcosa dimenticata per la fretta e l’emozione), incredulità, lacrime, sconcerto.

Bastano queste poche righe di una lettera a rendere onore e giustizia ad un rapporto trentennale di collaborazione, di condivisione di valori, obiettivi e pratica quotidiana? Basta un semplice foglio volante affisso alla serranda con la scritta “chiuso per inventario straordinario” come spiegazione e saluto ai tanti clienti altrettanto trentennali della Città del Sole di Cagliari?

È in armonia questo colpo di mano della durata complessiva di pochi minuti con l’immagine che la Città del Sole ha sempre voluto dare di sé e della sua strategia aziendale? Equa e solidale nella scelta dei produttori, ecologica, eco-compatibile… e poi capace di chiudere un negozio storico senza mostrare la minima comprensione e interesse per il significato di questo gesto per la vita dei suoi dipendenti? Senza credere di dover provare tutte le strade prima di arrivare all’ultimo bivio? Senza sentirsi in dovere di preparare per tempo i propri dipendenti alla peggiore delle eventualità, perché anche loro possano avere il tempo di pensare a come riprogettarsi, a come affrontare un futuro incerto e minaccioso?

Ognuno dia la sua risposta. Ognuno che conosce la Città del Sole e la sua storia da quando è nata nel lontano 1972 per mano di Carlo Basso, dica la sua. Dica se questa procedura è coerente con la costruzione di una “brand reputation” moderna e consapevole – che non si costruisce con il mero rispetto delle procedure di legge.
Se invece che per un piccolo negozio del Centro di Cagliari, la stessa cosa, negli stessi identici modi, fosse successa per una fabbrica o una grande azienda con centinaia di dipendenti, tutto il Paese griderebbe allo scandalo ed esprimerebbe sdegno. Non si chiude un’azienda letteralmente in un’ora, senza che i dipendenti vengano informati con largo anticipo sulla possibilità che lo stato di crisi dell’azienda possa portare alla più drastica delle decisioni. Senza aver sperimentato prima altre soluzioni, anche insieme ai dipendenti consapevoli della situazione, consapevoli che certo la chiusura rientra fra le eventualità del commercio e della vita, ma che c’è un managament all’altezza che vuole provarle tutte prima di abbassare la serranda per sempre.

Questo è successo. Ancora adesso, il giorno dopo, tutto ha le sembianze di un film.

Ancora grazie a tutti voi. Sentiremo la vostra mancanza.>>

A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook

agnellino sardo a pasqua
agnellino sardo a pasqua

15 Aprile 2017 – “Il giorno di Pasqua e Pasquetta scatta una foto al tuo arrosto di agnello di Sardegna Igp e pubblicala sulla pagina facebook Agnello di Sardegna. La foto che raccoglierà più like riceverà in premio un agnello messo in palio dal Consorzio di tutela“. “Mangiare carne di agnello non è solo una tradizione ma è anche un’abitudine virtuosa di chi mangia bene e sano. Non è un caso che faccia parte della dieta della longevità e che grazie anche a questo la Sardegna è la seconda regione nel mondo dopo si vive più a lungo dopo Okinawa”. “I nostri pastori rispettano il benessere animale, siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. Il modo tradizionale di brucare delle pecore – sottolinea Cualbu – aumenta notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all’uomo. Queste aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Ed infatti i pediatri consigliano l’omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati”. “Per questo a Pasqua, mangiate agnello sardo Igp – invita Contas – anche perché oltre a mangiare sano e dare un contributo all’economia sarda, si tutela l’ambiente, la tradizione e l’identità. Pubblicate le foto dei vostri arrosti nella pagina facebook Agnello di Sardegna con #noagnellonopasqua”

Sagra dell'agnello a Bidoni Sardegna
Sagra dell’agnello a Bidoni, Sardegna

Sono queste le parole e l’invito rivolto ai consumatori da Battista Cualbu dal Consiglio di amministrazione del Consorzio agnello di Sardegna Igp (Contas).

L’agnello è il simbolo della Pasqua ed e’ in questo periodo che viene macellato il 25% della produzione totale di agnelli in Sardegna e la quasi totalità è consumata in Italia: la carne d’agnello sarà servita quest’anno in una tavola su due nelle case, nei ristoranti e agriturismi.

L’iniziativa “A Pasqua mangia un Agnello” dopo che il Presidente della Camera Laura Boldrini ha adottato due agnellini

Laura Boldrini adotta due Agnelli
Laura Boldrini adotta due Agnelli

L’iniziativa del Consorzio agnello di Sardegna Igp arriva dopo che nei giorni scorsi la presidente della Camera Laura Boldrini ha “adottato a distanza” due pecorelle, “battezzandole” Gaia e Gioia. Il fatto ha suscitato molto clamore mediatico per il fatto che le due bestiole sono state portate a Montecitorio “scortate” da due volontarie dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), con tanto di pettorina blu, facendo trasparire le vedute “animaliste” della Boldrini. Ricordiamo che l’Enpa stop delle macellazioni in vista della Pasqua e che le dichiarazioni della Boldrini erano state queste: “Ho voluto – ha spiegato Boldrini – fare la mia parte in questa campagna di sensibilizzazione perché credo che il rispetto delle tradizioni non ci obbliga a uccidere altri esseri viventi”.

Camera: Boldrini 'adotta' due agnellini, no a sofferenze
Boldrini ‘adotta’ due agnellini. “no a sofferenze”, dice

A seguito di questo fatto. Fortunato Ladu, di professione pastore, si era mosso per chiedere un incontro con la Boldrini. Ladu – originario di Desulo, ma titolare di un’azienda nel Medio Campidano – ha chiamato il deputato Francesco Sanna, di cui è un amico-sostenitore, e gli ha chiesto di fare da tramite per un incontro con la presidente, per consegnarle a mano una sua lettera. Sanna non solo si è detto disponibile ma, condividendone le preoccupazioni, ha pubblicato il suo scambio di vedute con Ladu, e la lettera, sulla sua pagina Facebook. Questa di seguito la dichiarazione di Ladu:

“Gentile Presidente, tornare a casa con l’unico pensiero di rispondere anche a lei come ho già fatto con il signor Silvio Berlusconi non era il massimo delle mie aspirazioni, mi creda. Avevo in programma una bella doccia per lavarmi di dosso un po’ della puzza di pecora che ho addosso, ma a casa mia sono avvezzi a questo odore e dovranno sopportarmi”.

“È infatti grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose. Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che, proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, lei, dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore. Mai avrei pensato che una persona che riveste una delle cariche istituzionali più alte nell’ordinamento politico italiano, esaltasse le scelte di vita di una esigua categoria di persone a scapito di dodicimila aziende pastorali solo in Sardegna. Certamente saprà che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

“Si insegna agli italiani che la barbarie regna nell’animo dei pastori sardi perché mandano al macello, per vivere, per creare economia e indotto gli agnelli maschi allevati liberamente sotto la madre. Noi, qui, abbiamo provato a certificare una filiera che produce una carne con caratteristiche organolettiche fra le più pregiate al mondo. Allora meglio il tofu poi del latte prodotte dalle pecore sarde, visto che ci siamo. Qualcuno però dovrebbe ricordare che per far posto alle coltivazioni di soia trasgenica, in alcune nazioni, si sono annientate intere regioni di foresta pluviale per far posto a questo tipo di coltivazioni”.

“Mi scuso del disturbo che arreco a lei e alla sua carica istituzionale – è la conclusione -, ma vorrei attirare la sua attenzione sullo stato di vita dei nostri animali, i quali hanno ricoveri che li proteggono dalle intemperie, pascoli per chilometri, libertà da ogni sorta di costrizione, ma evidentemente non basta. Se si interrompesse il ciclo dell’allevamento finalizzato anche alla carne, in Sardegna bisognerebbe attrezzarsi per un futuro diverso, in quanto se vitelli, capretti e agnelli venissero destinati alla vita perenne, questi hanno bisogno di centri e spazi molto ingombranti. Forse non crederà alle mie parole di ‘assassino’. Ma voglio dirle che il giorno che si caricano gli agnelli da macello, non è mai un bel giorno per me, nelle cui orecchie risuona ancora il grido di mio padre in un mattatoio, tanti anni fa. Era rivolto a un macellaio che non usava forme consone di macellazione. Che dire: sono profondamente deluso e preoccupato per il futuro della mia terra che trova prese di posizione come queste seri ostacoli alla ripresa di un settore economico portante della nostra Regione. Mi piacerebbe raccontarle direttamente questo nostro lavoro”.

A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook

agnellino sardo a pasqua
agnellino sardo a pasqua

15 Aprile 2017 – “Il giorno di Pasqua e Pasquetta scatta una foto al tuo arrosto di agnello di Sardegna Igp e pubblicala sulla pagina facebook Agnello di Sardegna. La foto che raccoglierà più like riceverà in premio un agnello messo in palio dal Consorzio di tutela“. “Mangiare carne di agnello non è solo una tradizione ma è anche un’abitudine virtuosa di chi mangia bene e sano. Non è un caso che faccia parte della dieta della longevità e che grazie anche a questo la Sardegna è la seconda regione nel mondo dopo si vive più a lungo dopo Okinawa”. “I nostri pastori rispettano il benessere animale, siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. Il modo tradizionale di brucare delle pecore – sottolinea Cualbu – aumenta notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all’uomo. Queste aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Ed infatti i pediatri consigliano l’omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati”. “Per questo a Pasqua, mangiate agnello sardo Igp – invita Contas – anche perché oltre a mangiare sano e dare un contributo all’economia sarda, si tutela l’ambiente, la tradizione e l’identità. Pubblicate le foto dei vostri arrosti nella pagina facebook Agnello di Sardegna con #noagnellonopasqua”

Sagra dell'agnello a Bidoni Sardegna
Sagra dell’agnello a Bidoni, Sardegna

Sono queste le parole e l’invito rivolto ai consumatori da Battista Cualbu dal Consiglio di amministrazione del Consorzio agnello di Sardegna Igp (Contas).

L’agnello è il simbolo della Pasqua ed e’ in questo periodo che viene macellato il 25% della produzione totale di agnelli in Sardegna e la quasi totalità è consumata in Italia: la carne d’agnello sarà servita quest’anno in una tavola su due nelle case, nei ristoranti e agriturismi.

L’iniziativa “A Pasqua mangia un Agnello” dopo che il Presidente della Camera Laura Boldrini ha adottato due agnellini

Laura Boldrini adotta due Agnelli
Laura Boldrini adotta due Agnelli

L’iniziativa del Consorzio agnello di Sardegna Igp arriva dopo che nei giorni scorsi la presidente della Camera Laura Boldrini ha “adottato a distanza” due pecorelle, “battezzandole” Gaia e Gioia. Il fatto ha suscitato molto clamore mediatico per il fatto che le due bestiole sono state portate a Montecitorio “scortate” da due volontarie dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), con tanto di pettorina blu, facendo trasparire le vedute “animaliste” della Boldrini. Ricordiamo che l’Enpa stop delle macellazioni in vista della Pasqua e che le dichiarazioni della Boldrini erano state queste: “Ho voluto – ha spiegato Boldrini – fare la mia parte in questa campagna di sensibilizzazione perché credo che il rispetto delle tradizioni non ci obbliga a uccidere altri esseri viventi”.

Camera: Boldrini 'adotta' due agnellini, no a sofferenze
Boldrini ‘adotta’ due agnellini. “no a sofferenze”, dice

A seguito di questo fatto. Fortunato Ladu, di professione pastore, si era mosso per chiedere un incontro con la Boldrini. Ladu – originario di Desulo, ma titolare di un’azienda nel Medio Campidano – ha chiamato il deputato Francesco Sanna, di cui è un amico-sostenitore, e gli ha chiesto di fare da tramite per un incontro con la presidente, per consegnarle a mano una sua lettera. Sanna non solo si è detto disponibile ma, condividendone le preoccupazioni, ha pubblicato il suo scambio di vedute con Ladu, e la lettera, sulla sua pagina Facebook. Questa di seguito la dichiarazione di Ladu:

“Gentile Presidente, tornare a casa con l’unico pensiero di rispondere anche a lei come ho già fatto con il signor Silvio Berlusconi non era il massimo delle mie aspirazioni, mi creda. Avevo in programma una bella doccia per lavarmi di dosso un po’ della puzza di pecora che ho addosso, ma a casa mia sono avvezzi a questo odore e dovranno sopportarmi”.

“È infatti grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose. Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che, proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, lei, dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore. Mai avrei pensato che una persona che riveste una delle cariche istituzionali più alte nell’ordinamento politico italiano, esaltasse le scelte di vita di una esigua categoria di persone a scapito di dodicimila aziende pastorali solo in Sardegna. Certamente saprà che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

“Si insegna agli italiani che la barbarie regna nell’animo dei pastori sardi perché mandano al macello, per vivere, per creare economia e indotto gli agnelli maschi allevati liberamente sotto la madre. Noi, qui, abbiamo provato a certificare una filiera che produce una carne con caratteristiche organolettiche fra le più pregiate al mondo. Allora meglio il tofu poi del latte prodotte dalle pecore sarde, visto che ci siamo. Qualcuno però dovrebbe ricordare che per far posto alle coltivazioni di soia trasgenica, in alcune nazioni, si sono annientate intere regioni di foresta pluviale per far posto a questo tipo di coltivazioni”.

“Mi scuso del disturbo che arreco a lei e alla sua carica istituzionale – è la conclusione -, ma vorrei attirare la sua attenzione sullo stato di vita dei nostri animali, i quali hanno ricoveri che li proteggono dalle intemperie, pascoli per chilometri, libertà da ogni sorta di costrizione, ma evidentemente non basta. Se si interrompesse il ciclo dell’allevamento finalizzato anche alla carne, in Sardegna bisognerebbe attrezzarsi per un futuro diverso, in quanto se vitelli, capretti e agnelli venissero destinati alla vita perenne, questi hanno bisogno di centri e spazi molto ingombranti. Forse non crederà alle mie parole di ‘assassino’. Ma voglio dirle che il giorno che si caricano gli agnelli da macello, non è mai un bel giorno per me, nelle cui orecchie risuona ancora il grido di mio padre in un mattatoio, tanti anni fa. Era rivolto a un macellaio che non usava forme consone di macellazione. Che dire: sono profondamente deluso e preoccupato per il futuro della mia terra che trova prese di posizione come queste seri ostacoli alla ripresa di un settore economico portante della nostra Regione. Mi piacerebbe raccontarle direttamente questo nostro lavoro”.

La Sardegna anticipa la Stagione Balneare

14 Aprile 2017 – in Sardegna finalmente la stagione balnerare partira’ prima. Inafatti quest’anno, la stagione balnere iniziera’ il 15 Aprile 2017: questo consentirà agli operatori del settore balneare di poter sfruttare e offrire servizi in spiaggia anche durante il periodo pasquale e i successivi ponti del 25 aprile e 1 maggio.

Mare della Sardegna
Mare della Sardegna

L’ordinanza balneare 2017 e’ stata firmata dal Direttore Generale degli Enti Locali Antonella Giglio. 

Altre novita’ importanti da questo 2017:

  • la stagione estiva si concluderà il 31 ottobre;
  • e’ stata dichiarata come stagione balneare l’intero anno solare ed e’ stata “individuata” anche una stagione “mare d’inverno”.

Questo darà la possibilita’ di svolgere in modo continuativo una serie di attività sportive, culturali, ludiche, elioterapiche e di intrattenimento che potranno essere liberamente effettuate dai titolari di concessioni demaniali marittime, previa una semplice comunicazione.

Scopo dell’ordinanza e’ quello di estendere la stagione balneare in modo da poter far fronte:

  • da un lato alle richieste di turisti e Cagliaritani che richiedono servizi in spiaggia tutto l’anno: le condizioni del meteo infatti sono miti anche nei mesi considerati invernali (quest’anno ad esempio si sono registrate delle temperature anche di 10 gradi sopra la media);
  • dall’altro, come dichiarato dall’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu lo “Scopo dell’ordinanza, che accoglie le istanze degli operatori volte alla piena utilizzazione dei litorali anche nel periodo di bassa stagione è quello di fornire le condizioni ottimali per una stagione balneare lunga che offra servizi di qualità e consenta ai tanti operatori e concessionari di affinare ed accrescere l’offerta di servizi e creare occupazione diffusa e più duratura”.
Stabilimenti Balneari in Sardegna
Stabilimenti Balneari in Sardegna – Stagione Balneare Lunga iin questo 2017

Ai concessionari è fatto obbligo di osservare una serie di prescrizioni ed assicurare in primo luogo il servizio di salvamento. I Comuni potranno a loro volta individuare apposite zone di litorale nelle quali consentire l’accesso anche agli animali.

Fonte Ansa

Cagliari: il Centro Storico sara’ un enorme Area Pedonale

Il centro storico di Cagliari sarà una enorme area pedonale. L’obiettivo? Rilanciare lo shopping in centro contro contro la grande distribuzione.

Piazza Costituzione a Cagliari. Vista sul Bastione Saint Remy
Piazza Costituzione a Cagliari

Cagliari, 13 Aprile2017 – Il centro storico di Cagliari, da piazza Garibaldi fino al Corso, divverrà una enorme area pedonale. Per rendere la città piu’ vivibile e soprattutto per rilanciare lo shopping. E’ questo l’obiettivo della Giunta Comunale e viene confermata anche dalle notizie dell’ultima ora secondo cui in PIazza Costituzione si elimineranno i pochi parcheggi esistenti per dar vita ad una nuova rotatoria.

Tutti a piedi nelle vie del Centro Storico per rilanciare lo shopping

Per rilanciare lo shopping del Centro Città e rendere al contempo più vivibile la città di Cagliari si vuole far camminare la gente, dalla nuova piazza Garibaldi passando per via Garibaldi, via Manno, piazza Costituzione, piazza Yenne e per tutto il Corso per riportare la gente nei negozi e battere anche la concorrenza della grande distribuzione e del web con gli e-commerce sempre più numerosi.

Via Manno a Cagliari, foto storica
Via Manno a Cagliari, foto storica

Via, dunque, tutte le macchine mentre i mezzi pubblici miglioreranno sia grazie alla nuova metropolitana in via Roma che ai bus del Ctm, sempre più moderni e puntuali, che stanno portando Cagliari a divenire un modello di trasporto moderno ed ecostostenibile in tutta l’Europa.

Mentre il National Geographic, proprio due giorni fa, definiva “Cagliari una città bellissima ma sottovalutata, da visitare subito“, tanti Cagliaritani sono ancora restii al cambiamento: in tanti infatti lamentano l’impossibilità di parcheggiare sotto casa e preferiscono dirigersi verso i centri commerciali, dove il parcheggio e le comodità sono garantiti.

Avrà ragione la giunta Zedda a scommettere su un futuro senz’auto? Molto probabilmente, se non sicuramente, si.

Ma servizi e parcheggi ci sono?

Il centro storico di Cagliari come grande area pedonale. Ma servizi e parcheggi ci sono?

Il futuro e’ il ritorno al passato: spazi liberi da auto, una citta’ libera, vivibile e vissuta al 100%.

Il Centro Storico come grande “Isola pedonale”. E’ un progetto ambizioso sotto il profilo culturale, sociale ed economico.

Quindi la scommessa della Giunta Zedda è sicuramente corretta e probabilmente vincente.

Ma il grande cambiamento che sta vivendo tutta Cagliari con una nuova viabilità e l’eliminazione di tantissimi parcheggi, e’ accompagnato da adeguati servizi e alternative di parcheggio?

Il piano urbanistico e infrastrutturale di un trasformazione così radicale e di impatto forte anche sotto l’aspetto emotivo e dei costumi di vita non solo dei singoli quartieri ma dell’intera Città dovrebbe essere necessariamente accompagnato e sostenuto da un piano dei servizi essenziali, quelli della salute e della mobilità in primo luogo.

Questo, purtroppo, oggi non appare ed è una pecca per una città moderna e Metropolitana come la citta’ di Cagliari.

Piazza San Giacomo, Quartiere Villanova a Cagliari Sardegna
Piazza San Giacomo, Quartiere Villanova a Cagliari

Bisognerebbe tenere a mente le esigenze del vivere quotidiano di tutta la comunità che non sono solo quelle dello shopping, del commercio e della movida. Se si vuol trasformare il Centro storico in una grande isola pedonale, in primo luogo bisogna dotarlo dei servizi essenziali, pubblici e privati, a garanzia di un corretto vivere civile.

La mancanza principale, evidenziata da tantissimi cittadini durante questo processo di trasformazione del centro storico di Cagliari, è l’assenza di una sostituzione adeguata dei parcheggi eliminati. Soprattutto nel quartiere di Villanova dove, ormai, praticamente tutte le vie sono pedonali.

Ad ogni modo è pur vero che ogni processo di trasformazione comporta degli inevitabili disagi. Ma siamo convinti che la Giunta Comunale darà le risposte e le soluzioni che i cittadini cercano. E siamo sicuri che da qui a non poco i vantaggi di una città pedonale saranno evidenti e per tutti.

 

Gastronomia della Sardegna: un pasto tipico della Cucina Sarda

Le caratteristiche principali della gastronomia sarda sono sapori schietti, aromi forti e prodotti genuini.

Piatti di tradizione millenaria legati al mare ma soprattutto al mondo agro-pastorale.

Le ricette tipiche evidenziano in molti casi l’accoglienza di tradizioni culinarie di antichi invasori e di più recenti presenze dominatrici o ospiti, come i catalani ad Alghero o i tabarchini-pegliesi di Carloforte.

Certo è che in un pranzo tipico sardo rappresenta un vero e proprio attentato alla linea ed è facilissimo superare le calorie consentite in un regime alimentare bilanciato! Ma considerando la soddisfazione a fine pasto come si fa a rinunciare?

Piatti tipici della Cucina Tipica Sarda per gli amanti della carne

Partiamo dagli antipasti e i primi: cosa ne dite di iniziare con cibi tipici del Sulcis e della Barbagia, come salsiccia stagionata di maiale o di cinghiale accompagnata con pecorino stagionato e il pane guttiau, che altro non è che un tipo particolare di pane carasau con olio e sale?

Si potrebbe poi continuare con primi piatti come la fregola di carne o i malloreddus con sugo di cinghiale e abbondante pecorino tipico del cagliaritano oppure ancora con dei culurgiones con ripieno di formaggio o patate tipici dell’Ogliastra.

Potrebbe anche arrivare la rinomata zuppa gallurese a base di pane e formaggio. Solo a pensarci, la salivazione aumenta!

Ottimi i secondi di carne arrosto o allo spiedo come porcetti, agnelli e capretti, tipici delle zone interne dell’isola dove la pastorizia è l’attività principale, oppure la pecora o il capretto bollito, diffuso invece in Gallura.

A Sassari potresti anche avventurarti ad assaggiare le lumache, cucinate in modi differenti. Il tutto rigorosamente innaffiato da ottimo vino sardo corposo d’annata: il Cannonau di Dorgali o di Oliena, il Monica di Sardegna o il Nepente di Oliena solo per fare qualche esempio.

Amate i piatti di mare e volete gustare piatti tipici della Cucina Sarda?

Se invece amate i piatti di mare, l’antipasto per eccellenza da scegliere è la bottarga (definita come “il caviale sardo”), uova di tonno o di muggine schiacciate, cosparse di sale e essiccate.

Fregola ai frutti di mare, Sardegna
Fregola ai frutti di mare, Sardegna

Come primo una fregola servita con un brodo a base di arselle detta fregula cun cocciula. Oppure perché non assaggiare ottime aragoste da mangiare come secondo o da abbinare a un primo di pasta lunga, magari con i ricci di mare? I ricci di mare sono un piatto tipico soprattutto del cagliaritano. Assaporateli accompagnati da un vino Torbato bianco, fresco al punto giusto.

Frutta e dolci della Cucina Tipica Sarda

Seadas, dolce tipico della Sardegna
Sebadas, dolce tipico della Sardegna

La frutta è rigorosamente di stagione e si mangia per rinfrescare un po’ lo stomaco, mentre il caffè serve per svegliare chi si sente appesantito o chi inizia a subire l’effetto del vino bevuto! Ultime pietanze, in un pasto tipico della Sardegna, alle quali non si può dire di no, sono i diversi tipi di dolci con mandorle e sapa che concludono il pasto insieme a ricottelle o formaggelle o pardule e, magari una bella sebadas:

Pardula, Dolce tipicp della Sardegna con ricotta e zafferano
Pardula, Dolce Sardo con ricotta e zafferano

una sorta di grosso raviolone ripieno di formaggio fuso aromatizzato con scorza di limone, fritto e servito con zucchero o miele.

Liquori e digestivi tipi sardi

Mentre si mangiano i dolci sarebbe un peccato non assaggiare un bicchierino di Malvasia: vino bianco da dessert considerato tra i migliori di tutta l’Italia.

Alla fine un digestivo è d’obbligo e qui la scelta, come del resto in tutto il pasto, è ampia: crema di limone o limoncino, mirto bianco o rosso o se proprio volete digerire in fretta, un bel bicchierino del famosissimo filu’e ferru!

Ovviamente questo non rappresente un normale pasto quotidiano ma in Sardegna ogni occasione è buona per organizzare pranzi o cene dove la gioia maggiore è quella di stare in compagnia e di godere di pietanze che durante l’anno non si ha il tempo e forse nemmeno la voglia di preparare.

Per questo un buon agriturismo a conduzione familiare, dove si ha un maggior numero di possibilità di mangiare cibi sani e cotti secondo buona tradizione, è la prima tappa di un viaggio in Sardegna,

Sono innumerevoli anche i ristoranti con menù tipico sardo. Da non sottovalutare è anche l’accoglienza questo tipo di locali riservano e l’atmosfera che si respira… difficile da descrivere, bisogna provarla!

Giro d’Italia 2017 in Sardegna, Aru non sara’ presente per via di un infortunio: “Che dolore, sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla mia Sardegna”

10 Aprile 2017 – Alla fine si è arreso all’incredibile sfortuna di questi tempi: Fabio Aru non parteciperà al Giro d’Italia2017, Il Giro del Centenario.

Fabio Aru Ciclismo Sardegna Giro d'Italia 2017
Fabio Aru, ciclista sardo non partecipera’ al Giro d’Italia 2017

“Che dolore. Mi dispiace tanto, sono davvero deluso per quanto accaduto. Sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla Sardegna e mi stavo preparando da mesi per quest’appuntamento. Purtroppo, si è verificato un incidente e i medici non mi permettono di essere al via in condizioni sufficienti. Anche se con grande rammarico, sono costretto a rinunciare alla partecipazione alla corsa rosa”. Queste le parole del sardo Fabio Aru, campione di ciclismo,  che è caduto con la bici pochi giorni fa, battendo e riportando un problema al ginocchio sinistro: per lui schiacciamento della cartilagine e terapie a base di ultrasuoni. Il capitano dell’Astana è stato visitato alla Clinica Columbus di Milano dal professor Franco Combi, ex medico di Inter e Juve e ora responsabile dello staff sanitario del Sassuolo, che gli ha imposto 10 giorni di stop assoluto per sottoporsi alle terapie a base di ultrasuoni. A 25 giorni dal via uno stop che ha provocato la dolorosissima rinuncia.

L’infortunio di Aru prima del Giro d’Italia 2017

Per l’esattezza la diagnosi è quella di uno schiacciamento della cartilagine del ginocchio sinistro, rimediato nella caduta a Sierra Nevada. L’atleta sardo, il prossimo 20 aprile sarà di nuovo visitato. Ma intanto, dopo un consulto con il team manager Alexandre Vinokourov, è arrivata la decisione di ufficializzare già il no al Giro: i tempi erano troppo stretti per pensare di potersi presentare ad un buon livello al via. Aru, re della Vuelta 2015, al Giro d’Italia era arrivato terzo nel 2014 e secondo nel 2015.

Svanisce il sogno della Sardegne di Vedere un sardo al Giro 2017

Svanisce cosi’ il sogno dei sardi e della Sardegna di vedere un sardo alla corsa ciclistica piu’ importante d’Italia: Aru dovrà rimanere fermo per 10 giorni rinunciando cosi’ al Giro senza prendere dunque parte alla partenza di Alghero il prossimo 5 maggio 2017.

Il Giro d’Italia 2017: Inizio in Sardegna il 5 maggio 2017

Giro d'Italia 2017 in Sardegna
Giro d’Italia 2017 in Sardegna

Il Giro d’Italia è la competizione ciclistica piu’ importante dell’Italia e, insieme al Tour De France e alla Vuelta De España è uno dei tre tour ciclistici a tappe piu’ importanti del mondo.

Il Giro d’Italia viene chiamato anche Corsa Rosa perche’ fu organizzato per la prima volta, nel lontano 1909, dalla Gazzetta Dello Sport, il cui colore è per l’appunto il rosa. Il corridore in testa alla classifica generale, indossa una maglia di colore rosa.

In questo 2017, il Giro d’Italia, che coincide con la centesima edizione del giro, tornera’ e iniziera’ in Sardegna: erano dieci anni che la Sardegna non ospitava questa competizione ciclistica!

Qua di seguito riportiamo il programma delle prime tre tappe del Giro d’Italia 2017 che, come detto in precedenza, coincidono con le tre tappe che si svolgeranno in Sardegna:

Prima Tappa del Giro d’Italia 2017 – Venerdi 5 Maggio 2017: Alghero – Olbia

La prima tappa inizia nella ridente e rilassata città di Alghero, spingendosi poi verso il bellissimo borgo di Castelsardo e percorrendo i paesaggi mozzafiato della costa nord, per poi salire verso San Pantaleo e scendere poi rapidamente verso Olbia, coprendo un totale di 203 km circa

Seconda Tappa del Giro d’Italia 2017 – Sabato 6 Maggio 2017: Olbia – Tortolì

In questa che si dovrebbe essere la tappa piu’ faticosa tra le 3, lunga 208 km circa, i ciclisti passeranno per una zona abbastanza montagnosa e difficile, addentrandosi verso Nuoro e la Strada Statale 125, famosa per i suoi panorami e tornanti, per poi passare per Santa Maria Navarrese, terminando poi nella cittadina di Tortolì.

Terza Tappa del Giro d’Italia 2017 – Domenica 7 Maggio 2017: Tortolì – Cagliari
Giro D'Italia 2017 Ciglismo Sardegna
Giro d’Italia 2017 in Sardegna

In questa ultima giornata il tragitto è piu’ breve, ma assolutamente non meno impegnativo.

Il Giro riprende da Tortoli’ per poi andare ad immettersi nuovamente nella SS 125, andando verso la costa e raggiungendo la bellissima e turistica Villasimius; procedendo poi verso Cagliari dove queste tre giornate di serrata competizione termineranno, decretando un vincitore per la Tappa Sarda della Corsa Rosa.

Seguira’ poi un giorno di riposo e la competizione si spostera’ nell’altrettanto bellissima Sicilia.

Nulla possiamo aggiungere, solo augurare al migliore la vittoria

Buon Giro d’Italia a tutti!

Sardegna al Vinitaly: 71 cantine isolane a Verona per la 51esima edizione del Vinitaly

10 Aprile 2017 – La Sardegna vinicola si mette in mostra a Verona alla 51 esima edizione del Vinitaly: 4 giorni per conquistare i palati più esigenti.

Sardegna Vinitaly 2017
Sardegna Vinitaly 2017

Ieri, 9 Aprile 2017, alla prima giornata della cinquantunesima edizione del Vinitaly, la Sardegna tra le protagoniste.

Ricordiamo che il Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, e’ la rassegna enologica più importante al mondo che raccoglie oltre 4200 espositori, 50 mila operatori stranieri di 140 nazioni e oltre 130 mila visitatori attesi in questa 4 giorni di fiera.
La Sardegna enologica è presente:
  • al padiglione 8 degli spazi di Veronafiere con 71 cantine inserite nello stand istituzionale,
  • in diverse zone con altre 27 aziende esterne alla Collettiva regionale.
Lo stand del padiglione 8 è stato rinnovato nello stile e nel racconto che accompagna i visitatori lungo la tradizione vitivinicola isolana ha accolto le esposizioni di “Sardegna isola inebriante. Aromi, storia e natura. Un viaggio alla scoperta dei vini e dei produttori sardi”.
Vinitaly 2017 le cantine della sardegna al vinitaly 2017
La Sardegna al Vinitaly 2017

“La Sardegna sta investendo molto nel settore vitivinicolo perché ci crede, perché l’agricoltura deve tornare al centro dell’agenda dell’attività politica ed essere un settore trainante della nostra Regione. Vinitaly è una occasione importantissima per presentare al mondo i nostri vini e tutte le aziende, che hanno dato disponibilità, sono oggi presenti a Verona”, dice l’assessore regionale dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria.

Cantina di Tempio al Vinitaly 2017
Cantina di Tempio al Vinitaly 2017

L’assessore Caria, dopo un briefing con la stampa estera, ha invitato i presenti a prendere contatto con gli imprenditori sardi e a degustare i vini che raccontano l’Isola della qualità della vita, l’Isola dei Centenari: dal Cannonau al Carignano, dal Vermentino alla Vernaccia e al Bovale, passando per il Nuragus, la Malvasia e il Moscato. Spazio anche alla consegna del “Premio Angelo Betti” con la Medaglia Cangrande 2017 all’imprenditrice olbiese Daniela Pinna, titolare delle Tenute Olbios e presidente del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura, l’unica DOCG della Sardegna.

Di seguito l’elenco omlpleto di tutte le cantine sarde che partecipano al Vinitaly 2017:

  1. Corda Antonella Azienda Agricola Serdiana;
  2. Tenuta Asinara – Marritza (Sorso);
  3. Cantine di Dolianova;
  4. Argiolas – Serdiana;
  5. Capichera – Arzachena;
  6. Ferruccio Deiana – Settimo San Pietro;
  7. Melis Azienda Agricola – Terralba;
  8. Cantina Giampietro Puggioni – Mamoiada;
  9. Mesa – Sant’ Anna Arresi; C
  10. antina Santa Maria La Palma – Alghero;
  11. Vitivinicola Antichi Poderi – Jerzu;
  12. Surrau – Arzachena;
  13. Siddura – Luogosanto;
  14. Pala – Serdiana;
  15. Audarya di E.P. – Serdiana;
  16. Cherchi Giovanni Maria Azienda Vinicola – Usini;
  17. Argei Le Fattorie Renolia – Gergei;
  18. Locci Zuddas Antonio – Monserrato;
  19. Contini – Cabras;
  20. Cantina Del Mandrolisai – Sorgono;
  21. Andrea Ledda – Bonnanaro;
  22. Azienda Agricola Tondini – Calangianus;
  23. Agricola Punica – Santadi.
  24. Sedilesu Giuseppe Società Agricola – Mamoiada;
  25. Mora&Memo – Serdiana;
  26. Vike Vike – Mamoiada;
  27. Atea Ruta Poderi – Dorgali;
  28. Donna Adelasia – Olbia;
  29. Azienda Agricola Montespada – Trinità D’Agultu e Vignola;
  30. Azienda Vitivinicola Chessa – Usini;
  31. Bresca Dorada – Muravera;
  32. Cantina Del Bovale – Terralba;
  33. Cantina Del Vermentino – Monti;
  34. Cantina Delle Vigne di Piero Mancini – Olbia;
  35. Cantina di Calasetta;
  36. Cantina di Quartu;
  37. Cantina Gallura – Olbia;
  38. Cantina Giba;
  39. Cantina Il Nuraghe – Oristano;
  40. Cantina Li Duni – Olbia;
  41. Cantina Li Seddi di Stangoni Monica – Olbia;
  42. Cantina Pedres – Olbia;
  43. Cantina Santadi;
  44. Cantina Sociale della Vernaccia – Oristano;
  45. Cantina Sociale di Monserrato;
  46. Cantina Sociale Dorgali;
  47. Cantina Sociale Ogliastra;
  48. Cantina Tani – Olbia;
  49. Cantina Trexenta – Cagliari;
  50. Cantine di Dolianova;
  51. Cantine Sardus Pater – Carbonia;
  52. Carpante Azienda Agricola – Sassari;
  53. Colle Nivera – Nuoro;
  54. Consorzio San Michele – Olbia;
  55. Deaddis Giovanni Luigi Azienda Agricola – Sassari;
  56. Fradiles Vitivinicola – Nuoro;
  57. Fratelli Rau di Rau Giovanni Mario – Sassari;
  58. Gabbas Giuseppe Azienda Agricola – Nuoro;
  59. Lucrezio R. distilleria – Berchidda;
  60. Meloni Vini – Selargius;
  61. Poderi Parpinello – Sassari;
  62. Rigàtteri – Alghero;
  63. Silvio Carta – Zeddiani.
  64. Un Mare di Vino di Sini Gioacchino – Olbia Tempio;
  65. Soletta Tenute – Tissi;
  66. Su ‘Entu Cantine – Sanluri;
  67. Tenute Gregu di Gregu Raffaele – Olbia Tempio;
  68. Tenute Olbios – Olbia Tempio;
  69. Vigne Deriu – Sassari;
  70. Vitivinicola Alberto Loi – Cagliari;
  71. Tenute Sella & Mosca – Alghero; Cantina Oliena;
  72. Cantina Giuseppe Sedilesu – Mamoiada;
  73. Olianas – Gergei;
  74. Cantina Castiadas;
  75. Nuraghe Crabioni – Sassari;
  76. Bastiano Ligios – Sassari;
  77. Parco di Castiadas – Cagliari;
  78. Distillerie Lussurgesi – Santu Lussurgiu;
  79. Tenute Carlo Pili – Cagliari;
  80. Tanca Gioia Carloforte;
  81. Quartomoro di Sardegna – Arborea;
  82. Viticoltori Della Romangia – Sassari;
  83. Binzamanna – Martis;
  84. Pedra Majore – Monti;
  85. Cantine Mastio – Nuoro;
  86. Tenute Delogu – Sassari;
  87. Cantina Castiglia Sassari;
  88. Cantina Arvisionadu – Benetutti;
  89. Liquoreria Collu – Cagliari;
  90. Bingiateris – Nuoro;
  91. Vini Mura – Olbia Tempio;
  92. Accademia Olearia-Tenute Fois – Alghero;
  93. Tenute Smeralda di Cocco Francesca – Cagliari;
  94. Mulleri – Cagliari;
  95. Tenuta Muscazega – Luras;
  96. Tenute Dettori Società Agricola Semplice – Sassari;
  97. Vi.Te. Vignaioli & Territori – Sassari;
  98. Contini – Azienda Vinicola Attilio Contini – Oristano;
  99. Cantina Del Giogantinu – Berchidda.

Caldo Fuori Stagione: in Sardegna Temperature fino a 10°C sopra le medie

10 Aprile 2017 – Dall’unica vera ondata di freddo invernale della Sardegna che si è conclusa a metà gennaio, le temperature in tutta la Sardegna sono ben sopra oltre le medie stagionali.

Mare in Sardegna nel mese di Aprile
Mare in Sardegna ad Aprile

Questo caldo fuori stagione si è confermato anche anche in questo inizio di Aprile. Nei giorni scorsi si sono registrati valori di circa 5 – 10 gradi centigradi piu’ alti rispetto alle temperature normali che, in questo periodo, dovrebbero oscillare, durante il giorno, tra i 12 / 13°C in montagna e 18°C / 19°C delle localita’ costieri e pianeggianti.

I dati pubblicati ieri, 9 Aprile 2017, dal Servizio Arpas della Sardegna hanno registrato come citta’ più calda Ozieri, con 25,7°C, seguita da Ottana, con 25,4°C. Meritevoli di segnalazione anche i:

  • 25°C di Dorgali e Chiaramonti,
  • 24,9°C di Orani,
  • 24,6°C di Olmedo,
  • 24,5°C di Sanluri e Usini,
  • 24,4°C di Oristano, i 24,3°C di Sorso e Nuraminis,
  • 23,9°C di Ballao, Uta e Senorbì,
  • 23,8°C di Vallermosa e Sedilo,
  • 23,7°C di Nuoro, Santadi e Villasor,
  • 23,4°C di Oliena e Carbonia.

Questa situazione di caldo oltre le temperature stagionali si manterrà invariata almeno fino a metà della prossima settimana per via di un campo di alta pressione su tutto il Mediterraneo che terrà lontane le perturbazioni.